Schwarzschild Radius (2006)

"Quantum Consciousness" e ll presente "Schwarzschild Radius" escono quasi in contemporanea per la medesima etichetta (Sempiterna Mutatio, sub-label della Hic Sunt Leones) e quest'ultimo titolo è il logico proseguimento del primo, tanto che i due CD, simili per sonorità e stile, nonchè per grafiche e confezione,  avrebbero anche potuto anche essere pubblicati come opera unica raccolti in doppio CD. Quasi impossibile immaginare dunque di acquistarne e possederne soltanto uno, e inevitabile quindi un confronto fra i due titoli; Non cambia molto nella "sostanza" rispetto a "Quantum Consciousness", e la formula, pur con le ovvie variazioni sul tema, appare simile. In "Schwarzschild Radius" però tende ad emergere e spesso a prevalere, soprattutto nella seconda parte del CD, una struttura sonora di fondo più spiccatamente rumoristica e pseudo-caotica (caos controllato naturalmente...), che miscelata alla scelta di alcuni suoni d'impronta marcatamente elettronica, a volte peraltro (come nel quarto e quinto brano...) in abbinamento a sibili su frequenze molto alte e stridenti. "Schwarzschild Radius" presenta momenti di grande efficacia e suggestione, come nella parte iniziale di "Fog Pumas" caratterizzata da alcuni potenti e strabilianti "colpi" pulsanti a bassa frequenza, o nell'ascesa della parte ritmica e di sequencer dell'evocativa "Sirius Remembered", cui segue in chiusura di brano (e inizio del seguente "Blackwater Days") una zona molto tesa e oscura a base di onde di drones, o ancora nelle venature quasi "cosmiche" che fanno da introduzione al primo brano del CD, "Immaculate Perception", brano che poco oltre evolve in una forma più "quieta" e ambientale, anche con la sovrapposizione di delicate tessiture acustiche a base di arpeggi di zither... Molte belle sorprese anche qui dunque, e seppure personalmente ho espresso preferenza per "Quantum Consciousness", non escludo, e sono anzi certo, che altri ascoltatori potranno pensarla in modo completamente diverso, prediligendo alla maggiore "moderazione" del primo titolo il "coraggio" e la vocazione più "estrema" ed "intransigente" di "Schwarzschild Radius"...

  Giuseppe Verticchio - 8 Ottobre 2006

Neppure il tempo di smaltire le immersioni totali di "Quantum Consciousness" che è già di nuovo ora di abbandonarsi ai deliqui mistici dei Five Thousand Spirits, alle esperienze 'dronanti' della musica elettronica di Raffaele Serra e Stefano Musso/Alio Die.
"Schwarzchild Radius" è l'ultimo tracciato sui misteri dell'essere che i due tessitori d'atmosfere annodano nei sei strumentali composti fra il 2004 e il 2005 nei Temple Studios di Milano. Sono proiezioni sensoriali che teletrasportano nei regni della cosmic-music e della scrittura minimale votata ai liquori del trip metafisico, un altro percorso nella mappa iniziatico-spirituale che propizia i silenzi astrali ed espande labirinti di armonie volatili e schulziane ritmiche circolari a prova di trance ipnotica. 8/10

Aldo Chimenti / Rockerilla  nov/dic 2006