The land of silence (1995)

Ci vogliono molti ascolti per cogliere l'essenza di questo disco, foriero di messaggi e visioni inquietanti. La musica, tesa e affilata, rivela gia' nelle timbriche e nella struttura ritmica un carattere sinistro ed arcano, quasi l'urgenza di comunicare tensioni interiori e malinconie universali. Suggestivo il tema di "Ombre", epico lo svolgimento di "Metamorfosi", dalle ariose e fiabesche tastiere, schulziana (anche se Dondo non sara' d'accordo) la lunga "Free", semplice e di effetto "The land of silence", gia' comparsa in una cassetta ad edizione limitata,ciclica e glaciale "White planet", per voce ed effetti elettronici, decisamente esoterica "Addio", che chiude con uno strano connubio di respiri umani e tocchi strumentali. Un disco che presenta un artista alla ricerca di un'identita' e di una via da seguire, diverso da quello di "Winter"; a questo punto aspetto la sua prossima mossa. Molto bella la copertina, decisamente azzeccata.

Gianluigi Gasparetti / Deep Listenings winter 1995