Tempus Rei (2008)

HSL 048 "TEMPUS REI" è la seconda parte della serie di sonorizzazioni per castelli di ALIO DIE un album intenso ed epico, articolato in due lunghe suites, dove i drones e i loops sono affiancati dallo zither e field recordings.

 

Sto ascoltando "Tempus rei" Beh, innanzitutto la grafica è molto bella. Come ti avevo già detto è una forma medioevale di ambient, credo che Messer Stefano nel medioevo avrebbe  fatto musica in questo modo. Tra castelli, acqua piovana, fango, foglie antiche a ricercare altra antichità. Forse si sarebbe aggirato tra gli ampi saloni polverosi e deserti a cercare brusii sottili. Con in mente un sistema per catturare quei suoni, per farli rimanere nella memoria. C’è acqua caduta dal cielo, fango, rivoli che vanno verso stagni ai limiti del bosco. Ci sono crepuscoli che lasciano intravedere il fatto che domani sarà sereno e forse soffierà vento. La storia però continuerà, saturno rimane custode di ciò che non scorre ma scorre. Il verde si intravede ma molte cose hanno il colore del legno, altre sono sottili come la polvere. Da qualche parte emergono metalli, campanacci, catene appese a qualche fienile mosse forse da animali che passano. I tuoi campioni rendono ancora meglio il medioevo più della musica medioevale stessa perché sono suoni annebbiati mischiati con le pietre delle case e con l’umidità delle pietre e dei muschi sui tetti.
Mi piace il fatto che il coraggio si unisce alla semplicità della ricerca. Forse più che semplicità si può parlare di immediatezza, è più giusto. Credo sarà un tuo lavoro di quelli che ascolterò, che mi accompagneranno a volte mentre scrivo, mentre seguo qualche pensiero…

Gino Fioravanti / Aglaia

La musica di Stefano Musso non smette di stupire. Il suo ultimo disco, "Tempus Rei" è un viaggio lungo settanta minuti all'interno di quel microcosmo sonoro che potrebbe durare un'ora come un giorno,o un mese intero.
Due lunghi drones sui quali lo zither improvvisa dolcemente adagiandosi su tappeti di muschio selvatico pieni di vita. E' l'arte di Musso che rende possibile apprezzare tutto quello che sfuggirebbe alla vista. L'utilizzo dei fields recordings, il continuo alternarsi di spazi vuoti e addensamenti di suono,le variazioni dei livelli sonori e d'attenzione fanno di "Tempus Rei" un'opera tra le più suggestive dell'intero catalogo di Alio Die, capace di tradurre in suono il naturale scorrere del tempo.

Roberto Mandolini / Rockerilla