Sacred Waters (2004)

L'etichetta di Stefano Musso, la Hic Sunt Leones, si conferma come una delle realta' più interessanti del panorama musicale italiano: "Sacred Waters" degli Aglaia e’ un ottimo esempio di dark-ambient, capace di unire le atmosfere post-industriali (la parte di improvvisazione e la desolazione dei suoni) con le tematiche dell'ambient naturale cara ad Alio Die (l'utilizzo dei fields recordings, le armonie costruite d'acqua ed il senso dello spazio).
Nella lunga omonima suite "Sacred Waters" Gino Fioravanti e Gianluigi Toso hanno realizzato un suono dalle qualità profondissime riuscendo a costruire uno spazio immenso con l'uso di campionamenti e strumenti acustici.
La seguente "Under the earth the loud river walks" scende piu' in profondita' nella terra, alzando la frequenza del drone e immergendo i sensi in acque sotterranee.
La conclusiva "The sea hides his secret selves" comincia con il suono di un ottone che riporta la mente su lande aperte ed i neuroni in un bagno di colori.

 Roberto Mandolini / Rockerilla aprile 2005

Con il nuovo "Sacred Waters" il duo Aglaia torna a proporre, con una formula sostanzialmente invariata rispetto al precedente "Three Organic Experiences", un gradevole album di ambient music, costituito di tre lunghi brani di circa 20 minuti l'uno di durata, basati su miscele di pads, drones e suoni "ad onde" integrati con altri suoni di varia origine che si sovrappongono, emergono, si intersecano e si dissolvono in varia forma all'interno delle omogenee ma continuamente cangianti tessiture sonore di sottofondo. Tra i suoni aggiunti abbiamo field recordings, suoni di ambienti naturali, rumori concreti, tintinnii metallici, pulsazioni sintetiche, rumori di folla e vociare di persone, corde pizzicate e suoni flautati di qualche strumento di probabile origine orientale; nel terzo brano compare a tratti un canto armonico molto profondo e gutturale che riporta alla mente antichi cerimoniali sacri tibetani... La qualità della registrazione e’ sempre molto buona, e la gamma di suoni e campioni utilizzati e’ molto interessante, ampia e variegata, seppure all'interno di ogni singolo brano, data la lunga durata degli stessi, e’ possibile nel corso dell'ascolto cogliere una certa ricorrenza e ciclicità nell'uso dei medesimi campioni sonori (spesso della durata di pochi secondi), generando alla lunga una lieve sensazione di prevedibilita’ e ripetitivita’. In ogni caso il CD scorre in modo molto fluido e piacevole, descrivendo surreali ed evocative atmosfere di una staticità solo apparente, volte a creare uno stato di rilassato coinvogimento e di progressivo abbandono, simili ad una sorta di spirale sonora entro la quale lasciarsi passivamente condurre, seguendone in stato di assoluta quiete interiore il sospeso, lento e continuo moto circolare... Adatto anche per ascolti di sottofondo, grazie alla struttura molto lineare e priva di improvvisi "colpi di scena", "Sacred Waters" non mancherà di affascinare chi gia’ abbia  apprezzato il precedente "Three Organic Experiences", e chiunque si avvicini per la prima volta alla musica di Aglaia ricercando atmosfere ambientali quiete e dilatate, suoni eleganti, curati e ricercati, privi di particolari velleità sperimentali o marcatamente innovative...  

Giuseppe Verticchio

The textural ambient project Aglaia have finally released their second album.
After a very good feedback from the first CD "Three Organic Experiences", "Sacred Waters" is the new offertoires to introduce more and more in the amniotic sound dimension, of their music.
The layers's quality become more deep here..in breathing circles where processed voices and acoustic instruments, appear to be evocative and fragmented like in a dream, or just like what an echo can play with sounds in an open landscape, coming from far distances with the wind..

The electronics/analog sounds are waves of flowing energy with a powerful relaxing quality, and behind them you can hear sometimes an indian flavour like an incense stick burning.
By the way it's not possible at all to explain and describe the originality of this music, his poetry and his psychoacoustic properties, but if you start to listen, it invites you to stay inside yourself, in the motionless and timeless space that induce, bathing in the Sacred Waters of the infinite ocean of peace and inspiration.
Cover paints by Alessandro Savelli, graphics by Hic Sunt Leones.