Intervista di Andrea Penso (2006) <![]()
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Ascoltando la tua musica, leggendo
le interviste e facendo attenzione a titoli e grafiche dei tuoi tanti
lavori viene naturale collegare il tuo operato artistico ad una ricerca
spirituale. Ad esempio nei titoli dei brani ci sono molti richiami a
correnti spirituali, filosofiche/religiose che fanno pensare al Buddismo
o alla corrente Zen ma nello stesso tempo sono presenti anche molti
richiami a simboli caricati anche da una suggestione molto personale,
penso ad esempio alle farfalle, ai funghi, agli elementi e alla natura
in generale. Bene, le domande che ti pongo sono due: ti senti
particolarmente legato ad una specifica corrente spirituale, se si cosa
ti a spinto a seguire questo determinato credo piuttosto che un altro? E
poi cosa deve scattare nella tua anima per rendere un particolare essere
vivente fonte di una cosi grande ispirazione (penso ad esempio al
concept “Il Tempo magico di Saturnia Pavonia”)? La filosofia che coordina e combina la mia ricerca, attinge senz'altro
anche da alcune correnti "spirituali" come il buddismo e
l'alchimia. Il mio interesse per lo studio degli stati di coscienza e la
meditazione é nato spontaneamente anche attraverso l'ascolto dei suoni
della natura e della musica. L'ispirazione ha mosso in me il bisogno di
ricercare una verità sottile che soddisfacesse le mie intuizioni, e così
l'avvicinarmi a determinate filosofie alle quali mi sentivo naturalmente
attratto mi ha dato l'occasione di sperimentarne i contenuti, ed avere
col tempo ulteriori ispirazioni e conferme. Vi sono piccoli libri che
contengono davvero tanto materiale di investigazione per colui che
desidera realizzare il proprio Sé, tra questi cito per tascabilità,
profondità e chiarezza di contenuti "Oltre l'illusione dell'Io"
di Raphael, "Il Grande Sigillo" di Tilopa, "Il
Dhammapada" di Buddha. Se penso alla musica
ambient tendo a dividerla in due grandi filoni, da una parte c'é il
sound che serve a riempire un ambiente (mi viene in mente un lavoro come
“Music for Airports” di Brian Eno), dall'altra invece trovo un
suono più attivo nella creazione di un ambiente proprio, che si
materializza sfruttando mente ed anima dell'ascoltatore (ed é qui che
personalmente racchiudo il tuo sound). Penso che certi tipi di
musica ambient tendono a creare suggestioni che hanno i limiti di cui tu
parli, sono opere più "commerciali",di scarso valore artistico ed
evocativo. Poi ci sono musiche del primo periodo ambient e new age che
non credo si limitino a riempire un ambiente sono comunque opere di
grande qualità, esse sono forse strumenti d'ascolto più neutri che
producono quindi reazioni meno direzionate, più legate all'aspettativa
d'ascolto e alla sensibilità dell'ascoltatore, ma comunque interessanti
anche per avere avuto l'intuizione di inventare o attualizzare alcune
formule compositive che sono state da altri utilizzate come basi e in
seguito approfondite. So che oltre ad
utilizzare strumenti convenzionali, dedichi molto del tuo tempo
sperimentando nuove vie per lo sviluppo del suono anche da oggetti che
di puramente musicale (in senso classico) non hanno nulla. Sarei curioso
di scoprire, anche dal punto di vista strettamente tecnico, come
gestisci questa interessante ricerca. Provare stupore per i
suoni accade già dall'inizio della nostra vita, forse io cerco di
ritrovare anche quella disposizione quando sfrutto oggetti sonori più o
meno casuali... tecnicamente utilizzo un DAT portatile per registrare così
da cogliere con una buona qualità i suoni ovunque mi trovo. Immagino che anche i
luoghi siano un estrema fonte di ispirazione per la tua musica. Hai mai
viaggiato in Oriente? Ci sono dei paesi, luoghi a cui ti senti
particolarmente legato, perché? L'ispirazione si lega spesso ai luoghi in quanto i suoni registrati hanno caratteristiche proprie unite ad essi, così come il feeling di alcune sessions realizzate in spazi aperti e naturali si collegano direttamente alla relazione del musicista con l'atmosfera circostante. Però penso che nel momento che il suono viene portato in studio viene rimesso in gioco ed a secondo delle associazioni alle quali viene destinato assume luci e colori anche nuovi, che vanno a ricordare una dimensione che non é soltanto terrena. Infatti non mi piace l'arte troppo descrittiva trovo sia un esercizio fine a se stesso. In Oriente ho viaggiato in Tailandia luogo di cui ho ancora un bellissimo ricordo e dove spero avrò occasione di tornare. Come riesci a far
convivere la tua sensibilità con l'approccio terribilmente materialista
di grandi città come Milano? Forse in maniera intossicante ma effice da un punto di vista realizzativo. Infatti credo di essere l'esatto opposto sensibile a ciò che mi circonda, la cosa scatena un bisogno istintivo maggiore a creare qualcosa che intorno è terribilmente negato. Questo l'ho compreso dopo essere stato via da Milano per sette anni isolato in una dimensione opposta, molto rurale. Noti una particolare differenza di riscontro nei confronti della tua
musica dall' Italia ai paesi esteri? Ti faccio questa domanda perché
alcune delle labels con cui collabori sono americane. Trovo interessante studiare il riscontro nei diversi paesi, certo a volte è proprio dove il consumismo é più sfrenato che nasce più esigenza di evaderne, di trovare degli spunti nel senso opposto, al momento anche in Russia e nei paesi dell'Est europeo sta crescendo l'interesse per la mia musica..anche se là il consumismo non é ancora agli stessi livelli americani né di quelli italiani.. Ed inoltre quale é il
tuo punto di vista su correnti 'ideologiche' come la New Age ad esempio? La new age é espressione di una trasformazione, un'esigenza di passaggio di livello, é positiva di fondo, ma ancora inquinata dal contagio con la società che l'ha generata.Per questo molti artisti anche nell'area musicale si sono dissociati ad un certo punto da essa. Io non ne ho mai avuto a che fare. Ti andrebbe di fare il
punto della situazione del tuo operato nell' ultimo periodo, sia come
musicista che come produttore? E per quanto riguarda il futuro? Ritengo che negli ultimi
anni le mie registrazioni siano caratterizzate da una maggiore destrezza
e maturità tecnica, unita a una maggiore dedizione nella ricerca, nello
studio di differenti scale tonali e strumenti acustici. Ti ringrazio per la disponibilità, mi piacerebbe che questa piccola intervista venga chiusa da te con un messaggio a cui senti di dar voce in questo esatto momento. Visto che si é parlato
di materialità e di spirito é bene ricordare il detto alchemico Solve
Coagula - sciogli ciò che é fisso, consolida ciò che é volatile -
perché, al di là di facili negazioni o di gretti fanatismi dettati da
religioni o materialismi, é pur sempre la saggia relazione tra gli
opposti che regolano la percezione di questo grande teatro a mostrar la
terza via, quell'armonica di verità e di chiarezza. |
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