Sunja (2003)

Meravigliosa e' "Sunja", creazione che colpisce fin dalla copertina fatta a mano: una collaborazione fra Stefano Musso e Tommaso Cimo', che si snoda nei due lunghi drones "The Gates are Open" e "At the Threshold of Sunja", durante i quali il khen e lo zither dialogano senza soluzione di continuita' su di un tappeto di suoni ispirati dalla natura, alcuni registrati ed alcuni ricreati con strumenti acustici. Musica lenta a tratti lentissima che fluisce in un mare di tranquillita' con la stessa velocita' del sangue quando durante le ore notturne i nostri respiri amplificano le sensazioni. Ascoltare questa musica con un paio di cuffie, a volume basso, magari di notte. Distesi in un parco, o in un bosco. E' pura estasi.

Roberto Mandolini / Rockerilla

La magia ha soffiato nell'aria le sue spore preziose. Un rito umano, umile e raccolto, ha evocato un globo infuocato che illumina con dolcezza il sentiero verso i confini di Sunja, il luogo di sogno da cui partono tutte le vibrazioni. La luce a volte scende volteggiando dal cielo, cristallina, a volte risale lentamente dalle profondità della terra, ma è sempre confortevole. Varcare le soglie di Sunja è come approdare su di un isola incontaminata, solcarne le bianche spiagge lambite da tiepide acque schiumose, inebriarsi di vasti aromi floreali in luoghi misteriosi dell'entroterra, in grotte dagli ampi substrati calcarei, raggiungere la vetta più alta dell'altipiano dalla quale è possibile scorgere oltre... Sunja è forza creatrice racchiusa in due lunghi brani di incredibile intensita', ricchi di livelli di conoscenza, magia pura e beatitudine. Il suono, carico di uno straordinario potere simbolico ed evocativo, è giunto alla suprema purificazione a seguito di percolazioni millenarie, attraverso la roccia. La musica risplende, risuona in profondita', contempla, vive e si espande. Ci accorgiamo, nell'ascolto, che un sottile tepore ci avvolge, ogni cosa perde il proprio senso originario, i cancelli si aprono... la strada e'  battuta!

(Label press)

Mantra etno-ambient

Ci fa sempre piacere scrivere di Stefano Musso, alias Alio Die, uno dei pochi musicisti italiani, almeno di questa scena, che abbia mostrato di avere l'umiltà ed il talento giusto per ottenere ragguardevoli su vasta scala. Innumerevoli le sue uscite negli ultimi dieci anni, che lo hanno portato a collaborazioni con grandi firme e label di primo ordine come la Projekt di Sam Rosenthal.
Sunja, nuovo lavoro realizzato insieme a Tommaso Cimò (Zeit), non traccia un solco di continuità con le sue recenti produzioni, realizzando lievi variazioni sui temi affrontati , ad esempio, sui lunghi e fascinosi album realizzati su Relapse di cui abbiamo già scritto in passato. Ambient minimale con strumentazione totalmente acustica, che pero' viene suonata attraverso l''estro dell'improvvisazione, regalandoci due lunghissime tracce (32 e 48 minuti circa) che possono ricordare la psichedelia "rurale" dei Popol Vuh più esoterici, ma anche la Third Ear Band colta in uno stato "liquido".
Fuori da ogni catalogazione temporale, il che e' un pregio.

Fabio Babini / Ritual #2

Torna a farsi sentire il mondo di Alio Die, pronto per essere condiviso ancora una volta da menti ed orecchi aperti, come un rituale che si rinnova con il volgere delle stagioni. Ed ogni volta la sua mappa sonora s'infittisce e s'arricchisce di nuovi suoni, nuovi strumenti, pur rimanendo fermo il suo lavoro sull'improvvisazione e sul sampling. Si tratta in questo caso di una collaborazione ..."Sunja" che è stato registrato con Tommaso Cimò - Zeit, che suona il khen (sorta di organo a bocca) l'accordion, rattles, bird calls e campane. Alio Die lavora invece con loops e campionamenti, ma suona anche lo zither, oltre ad utilizzare svariati fields recordings. Il frutto dell'incontro sono così due lunghe tracce riverberanti e droning, le corde di sogno dello zither che si frantumano e perdono nella vertigine di loops e suoni naturali in crescendo. Radiante come un vento solare. (7/8)

Gino Dal Soler / Blow Up