Healing Herb's Spirit (1998)

Questa realizzazione è una collaborazione tra Antonio Testa e le sue percussioni rituali e Stefano Musso con le sue ambientazioni organiche. Quello che apprezzo di più nella musica di Testa è l'uso creativo di strumenti etnici ed autocostruiti; egli usa oltre 30 strumenti tribali incluso semi e fischietti d'osso, rombi sonori, zucche ad acqua, stalagmiti e campane tibetane. Gli strumenti acustici non prevalgono mai sulla base ambientale, ma lavorano insieme per creare tessiture e direzioni. Gli ambienti oscuri e rasserenanti, non suonano mai artificiali e gli occasionali elementi vocali aggiungono un tocco umano, a questa musica  ispirata dalla natura. Healing herb's  spirit è proprio ciò che lo sciamano consiglia; un paesaggio sonoro quieto e lussureggiante di bellezza, per trasportare la tua mente in un luogo di pace eterea. Terrò questo CD vicino a me per quando avrò bisogno una veloce fuga da questo mondo. 

Octavia (Outburn) Usa

Il primo ascolto mi ha deluso e non me ne facevo una ragione. L'artista e' troppo navigato per rischiare in questo modo, oltretutto questa e' una collaborazione con un fior di percussionista... Ho riposto il CD ripromettendomi di ascoltarlo in altre situazioni. Ho fatto bene. Ora il CD libera tutta la sua energia, le sue piccole/grandi sonorita', le sue nascoste atmosfere, le microarmonie: e' una collaborazione tra una mente elettronica e uno spirito di terra, tra evoluzioni impercettibili del suono di cielo e le radici etniche dell'anima umana, con tutte le conseguenze che potete immaginare. I loops e le magie delle macchine arrotondano e mettono in risalto la percussivita' liquida e naturale di Antonio, le sue intuizioni cromatiche, la dinamica selvaggia; i rumori naturali, spesso fuori luogo e ormai ipersfruttati, hanno qui uno spazio congeniale risultando eufonici e non gratuiti; i tocchi di Alio Die si distinguono per discrezione e sono sempre piu' precisi, come se l'artista stesse affinando le sue tecniche ad ogni uscita. Un'opera di ritual ambient densa e rarefatta che va apprezzata dopo ripetuti ascolti intimi, a che apre uno spiraglio su un mondo di meraviglie sonore.

Gianluigi Gasparetti / Deep Listenings spring / summer 1999