Descendre cinq lacs au travers d'une voilé (1998)

Scoprire le meraviglie del suono, le sue possibilita' infinite, le sue intime complessita' strutturali, e' per ogni musicista una fonte di gioia e ispirazione. Non mi sorprende quindi assistere alla nascita di un "nuovo" Alio Die, diverso dal solito, proteso verso territori sconosciuti in esplorazioni colme di mistero. Non conosco Dauby, ma di certo la collaborazione deve essere stata fruttuosa e utile per entrambi, se i risultati sono questi 21 minuti di avanguardia autentica. Pochi suoni sono riconoscibili: il trattamento della materia acustica appare autentico, quasi l'elemento fondamentale, e il carattere alchemico del messaggio e' piu' che evidente. Con il minimo indispensabile di melodia i due si addentrano in zone di suono puro, essenziale, proponendo trame senza gravita' e suoni astratti, limando le asprezze e le angolature tipiche di operazioni simili, evitando di cadere nell'accademia e nell'incapacita' di comunicare emozioni autentiche. A volte si captano echi di grandi opere elettroacustiche della scuola francese, altre volte si ricorda l'anarchia di forme degli ultimi Lightwave, o l'impeto poetico di Vidna Obmana. Una miscela eterogenea, una nuova avventura per il nostro Stefano Musso, una positiva ricerca di vie alternative per la musica ambient di fine secolo.

Gianluigi Gasparetti / Deep Listenings autumn 1998

Una collaborazione tra Stefano Musso, alias Alio Die (samplers, texturals layers) e il francese Yannick Dauby (effetti elettronici, trattamenti acustici e Tibetan bowl) che editano un CD-Ep in edizione limitata, con confezione speciale, ed includendo un unico tema, un paesaggio sonoro ambientale che ricorda Robert Rich, Jeff Greinke o Vidna Obmana, anche se Alio Die e Dauby creano un sound che č comunque distinto. I timbri non sono mai astringenti piuttosto un po' contemporanei, ed il tocco tibetano apporta un elemento antico e atemporale.

Dean Suzuki / Margen