Fissures (1997)

L'incontro di due mondi fisicamente lontani ma filosoficamente vicinissimi si realizza qualche mese fa, quando Stefano Musso parte per la California con in tasca qualche suono e molte idee. Destinazione Cambria, cittadina della costa dove Rich risiede da poco (ora comunque e' tornato a San Francisco). I due si chiudono nell'attrezzatissimo studio di Robert e cominciano a tessere le trame di quello che e' uno dei dischi piu' belli e profondi che io abbia mai ascoltato, uno di quei dischi che d'ora in poi suoneranno nella mia casa (e nella mia testa) a ciclo continuo. "Fissures" e' distillato della musica che i due hanno fin qui creato individualmente, con in piu' la forza di un'intesa nuova, di una collaborazione che ha, credo, arricchito entrambi.
Una cosa mi sembra importante sottolineare: sebbene per tutta la durata del disco i due scambino osmoticamente suoni e immagini, sensazioni e impressioni, fondendosi in un qualcosa di mirabile e unico, l'individualita' di ciascuno dei due resta intatta, pura, perfettamente riconoscibile. Nessuno dei due ha rinunciato alle proprie caratteristiche. Cosi' Rich, il perfezionista, il navigatore del profondo, sceglie i tempi e le melodie, disegna le costruzioni piu' irreali ed eteree del suo repertorio, dimenticando le oscurita' di "Stalker" e le leggerezze di "Yearning" e puntando dritto verso il cuore con una poesia elevatissima. E cosi' Alio Die, genio e sregolatezza, istinto e purezza, resta creatura dell'arcaico, sorgente di suoni che arrivano dal nulla e da tenui frange di luce, tessitore di trame, drones e campionamenti che passano quieti sul fondo di melodie d'incanto per rifrangersi sulla coscienza e per far rivivere momenti di un passato misterioso.
Rich crea di fatto la musica con i sintetizzatori, i flauti, la steel guitar, le percussioni, Alio Die la nobilita con significati simbolici, avvolgendola in un velo di tenue malinconia e creando sapori antichi di immenso fascino. La magia e' compiuta. Indimenticabili i lunghi suoni iniziali di "Turning to Stone", quando l'incantesimo prende forma tra i riverberi e tumultuosi eventi della psiche, la chitarra di "Sirens", struggente fonte di esperienze cosmico-psichedeliche, o i flauti sovrapposti dai giochi dell'elettronica che tornano in piu' riprese; e ancora, i rallentamenti divini del fiume sonoro in "The road to Wirikuta", e il dulcimer che chiude solitario il disco/sogno. Non ci sono interruzioni tra i brani, ed e' giusto che sia cosi': questo disco va ascoltato, vissuto, approfondito e poi riascoltato, con la mente e con il corpo. Non permettete a nessuno di svegliarvi durante l'ascolto. Siate dentro di voi e fuori di voi, esseri pulsanti all'unisono con l'Energia che muove l'Universo.

Gianluigi Gasparetti / Deep Listenings spring/summer 1997

Il musicista elettronico italiano Alio Die (Stefano Musso) contribuisce in maniera significativa al successo del nuovo disco di Rich: Fissures (Fathom, 1997). Il sound e’ forse il piu’ etereo della sua carriera, e finalmente ritorna ai "morfismi", cervellotici e impalpabili, per cui divenne celebre.
Rich e Musso ribaltano il concetto di musica cerimoniale, privandola del substrato ritmico ma lasciandole l'enfasi soprannaturale. Turning to Stone e’ la pagina piu’ vitrea di questo libro sacro: i voli del flauto si avviluppano agli accordi maestosi dell'elettronica (quasi un organo a canne), senza pervenire a nulla. I borboglii "organici" di Rich e percussioni etniche alla Roach creano l'atmosfera sacra di A Canopy of Shivers, che volute di flauti e di trombe attraversano come comete.
E’ una musica di gesti impercettibili, una musica di lente metamorfosi cromatiche, che abusa dell'effetto Doppler nel far perdere o acquistare a un suono le sue caratteristiche fisiche. La stessa regola si applica a livello di polifonia in brani come The Divine Radiance of the Invertebrates, che sembrano statici, ma che in realta’ progrediscono verso un'armonia tesa e complessa, di uno spessore quasi sinfonico. La miglior "decostruzione" di musica cerimoniale si ha in Road to Wirikuta (diciotto minuti), che conserva i colpi di tamburo ma li immerge in un paesaggio desolato di melodie incompiute, che vanno e vengono senza mai trovare un centro armonico; ne rallenta il ritmo e ne deforma il timbro, mentre il paesaggio si spopola e alla fine non rimangono che echi.
Alcuni pezzi sono tanto deliziosi quanto critpici. I sordi rimbombi di Mycelia producono una processione funerea e notturna che muti versi di flauto accompagnano nella penombra. Uno dei brani piu` suggestivi e’ Sirena, con il suo delicato caos di suoni polverizzati su cui si librano accordi sempre piu` struggenti (in particolare quelli di "steel guitar"), richiami di sirene dal profondo del subconscio. Questa e’ la piu’ stereotipica musica new age, ma realizzata da un grande della musica contemporanea. L'uso di strumenti acustici (come sorgenti per i suoni elettronici) consente di impiegare timbriche angeliche e fiabesche che rendono infinitamente piu’ umano il sound di Rich.

Piero Scaruffi