The Door of possibilities (1994)

Avevo gia' ascoltato parte di questo disco in anteprima, in occasione di un recente incontro con Alio Die e conoscevo gia' da molto tempo gli Ora, duo inglese composto da Darren Tate e dell'ex Organum Andrew Chalk. Eppure questa collaborazione tra menti primitive (nel senso positivo del termine) giunge inedita, sicuramente arricchita dall'esperienza del suono digitale. Nella musica di questi artisti, infatti, un perfetto bilanciamento delle timbriche e una corretta pulizia del fronte sonoro sono indispensabili: solo in questo modo viene assicurata all'ascoltatore quella necessaria concentrazione per immergersi nel suono.
Apre Alio Die con un brano incredibilmente profondo, caratterizzato da percussioni tuonanti e minacciose, sicuramente qualcosa di inedito e lontano dalle consuete dolcezze, che lascia prevedere nuovi sviluppi nella musica di questo artista; il titolo "Looking towards" e' significativo al riguardo. Arrivano poi gli Ora con "Approach to zero", una cerimonia di una ventina di minuti piena di rumori e di scrosci magici, dal sinistro svolgimento e buia quanto basta per meditare. Una nuova esperienza ci attende con "Bestiole nascoste tra il muschio e le alghe", ancora tetre percussioni in strati d'acqua lontana e dallo scorrere sommesso, su una nenia orientale che ruba il sonno e non ti lascia piu'. Caro Alio Die dove sta andando la tua musica? Verso le tenebre dell'underworld? O verso i territori di "The door of possibilities", il brano che piu' di ogni altro, in questo disco, e' in grado di tracciare la via verso Orione? Una cantilena semplice e sublime, un'invocazione del mondo non rivelato, un respiro di purezza estrema in una struttura armonica scorrevole e tesa verso l'infinito. Il buio cala di nuovo nel brano in collaborazione con gli Ora, altri venti minuti di incubi, tintinnii, flauti amazzonici, drones, bisbigli di spiriti e sibili velenosi, con il peyote in corpo a scardinare la soglia della coscienza. Il tempo di un'ulteriore invocazione ("Stonevoice") e si passa a "Autumn cove", ancora gli Ora in dodici minuti visionari e dai lentissimi movimenti,una chiusura statica e mistica,oscillante tra il ritual e l'avantgarde. Un grande disco.

Gianluigi Gasparetti / Deep Listenings

Ieri ho ascoltato The Door of  Possibilities, il senso e' solenne, il luogo e' quello, il tuo, il punto è definito come se fosse chiaro, evidente. La sacralita' e la purezza, a volte sconcertanti, riportano e meditazioni zen o taoiste, avvolte nel mistero, tra nuvole e tigri. Il luogo è silenzioso ma non spaventa, sembra che nulla possa succedere li'. Un nulla che permette alle cose di continuare ad accadere. Poesie haiku, odori, muffe e polveri, il fermento nascosto del possibile, nulla in realta', e' cio' che sconcerta. Come spiegarti... Ma sa chi gia' conosce.

Gino Fioravanti / Aglaia 

  addentrandosi tra atmosfere più cupe e oscure, tese, quasi sotterranee, mentre rumori concreti vanno ad arricchire il paesaggio sonoro, tendendo in molte parti a prevalere sugli altri suoni, e divenendo l'elemento costitutivo principale della composizione… Torna quindi Alio Die, con "Bestiole Nascoste tra il Muschio e le Alghe", costituito da fragili linee melodiche sovrapposte a lontani pulsazioni percussive, e al rumore dello scorrere dell'acqua di un torrente... Un brano dolcissimo e ipnotico, un altro frammento da sogno... Segue "The Door of Possibilities", sempre di Alio Die, brano nel quale ritorna il rumore dell'acqua, questa volta miscelato  ad onde di tappeti sonori, voci indistinguibili, morbidi suoni di flauti distanti, reverberati, anch'essi quasi indistinguibili, e piccoli rumori percussivi... Un altro suggestivo quadro sonoro, un altro piccolo capolavoro...  Alio Die e Ora insieme, nel seguente "In Shore", sembrano riprendere laddove era terminato il precedente brano di Ora... Di nuovo atmosfere inquiete e oscure e forte presenza di rumori  concreti, ma il tutto sviluppato su progressioni più lente e dilatate che troveranno ampio spazio nei 22 minuti della durata del brano. Quindi l'ultimo breve gioiello di Stefano Musso, "Stone Voice", poco più di due minuti e mezzo di musica costruita con l'uso di voci cantilenanti dal sapore rituale... Conclusione del CD affidata ad Ora: ancora dieci minuti di atmosfere surreali e inquietanti, che chiudono in bellezza il risultato di questa straordinaria collaborazione…

Giuseppe Verticchio  

Alio Die, alias Stefano Musso, e’ un compositore elettronico italiano che da anni porta avanti un personale discorso musicale incentrato sugli insegnamenti di Jon Hassell, Steve Roach, Robert Rich e certa elettronica esoterica. L'album che ha dato alle stampe nel 1994 insieme al gruppo esoterico inglese Ora, The Door Of Possibilities, e’ sicuramente uno dei suoi migliori, contando anche il buon Fissures, realizzato insieme Robert Rich. The Door Of Possibilities vive di un suo peculiare fascino, anche laddove le influenze musicali si fanno maggiormente derivative. Sono proprio i brani di Alio Die quelli che brillano più di altri: la magia sotterranea di Looking Forwards, il rituale arcano condotto da uno struggente adagio di Bestiole Nascoste tra Muschio e le alghe, i Popol Vuh in miniatura di The Door Of Possibilities e i cori tibetani di Stone Voice. Fanno anche una bella figura di se’ In Shore, miscuglio della world-music elettronica di Hassell e di Vidna Obmana, e i suoni in cascata di Approach To Zero. (7)