Alio Die
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18/09/2014

Aglaia Hymns

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07/06/2011

Cdr Ltd art-edition 99 copies - Program of upcoming releases..

La serie in edizione limitata di cdr in confezioni speciali fatte a mano incominciata con Memory Geist, ha questi nuovi ...
29/04/2011

Nuova uscita ! AGLAIA Nights in Nubiland Cd

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29/04/2011

Nuove uscite! ENTEN HITTI La Solitudine del Sole

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Aglaia

Primeval Nebula Cd dig

"..È bella la lanterna in cui si è congelato l’olio.. "

Tracking list:

    •    Oil lamp
    •    Primeval nebula
    •    Geyser
    •    Green kite
    •    Aeolian rocks
    •    Epicycle
    •    Half moon
    •    Photosphere
    •    Hyperbole
    •    Magma
    •    Microclimate
    •    Blue
    •    Whirls of life

Music composed and played by Gino Fioravanti, recorded in Lissone between  January 2012 and august 2014


Mp3 player

È bella
la lanterna
in cui si è congelato l’olio.

Issa 1763-1827

Music composed and played by Gino Fioravanti, recorded in Lissone between  January 2012 and august 2014.


AGLAIA Primeval nebula CD Digipack

Pare essere un grande periodo creativo per Gino Fioravanti, alias Aglaia , che ad ogni nuova uscita continua ad arricchire il proprio vocabolario e ad espandere la propria paletta di suoni e colori. Il potere immersivo di questi lavori ha raggiunto la pura fusione con l'ascolto, la qualità liquida, osmotica, diventa un atto che si ricongiunge alla fonte della coscienza, dalla quale tutta la vera arte scaturisce.
Il suono elettronico ha perso ogni aspetto artificiale e sembra essere generato direttamente dallo scorrere del sangue, dal respiro, dalla meditazione e dai sogni..
La profondità di questi lavori non manca mai di stupirmi, il suo potere rigenerante e la capacità di armonizzazione a diversi livelli, ha delle qualità che vanno oltre.. Musica con atmosfere e spazi interni che si dischiudono, e si susseguono da una traccia all'altra rispettando le invisibili tappe di percorsi immaginari multidimensionali nella loro incessante ed instancabile ricerca.
Mi è difficile frenare uno spontaneo entusiasmo che non è comune a tanta musica ambientale, e io penso che "Primeval nebula" e "Intangible opacity" troveranno un ampio consenso sia tra i fan di Aglaia, che di tutta la musica elettronica ed ambientale, che qui ha raggiunto la piena vitalità espressiva, in una soluzione di continuità con la natura trascendente del seme creativo.

Il cd è disponibile in un elegante digipack a tre facciate, LTD 300 copie .


A partire dall'abbandono di Gianluigi Toso, Gino Fioravanti ha fatto di Aglaia il veicolo dei suoi cammini interiori, ora liberi di essere trasformati in musica senza uscire dalla dimensione della sua personalità. Per quanto Toso abbia continuato ad assistere l'ex partner nell'editing finale – e dunque senza interporre la sua sensibilità all'interno del processo compositivo ed esecutivo – la musica dell'Aglaia odierno è un flusso costante di pochi ma fondamentali elementi, che mira all'abbandono della dimensione percettiva sensoriale per scendere il più possibile in profondità meditative.

Sostanzialmente in contemporanea al meraviglioso “Intangible Opacity”, Aglaia ha pubblicato anche questo “Primeval Niebula”, un lavoro composto della medesima sostanza spirituale ma che si mantiene volutamente più in superficie, senza dunque rinunciare al confronto con elementi “terreni”. Interessante è riscontrare la variazione del mood, qui decisamente più melancolico e meno sereno, in quanto ancora soggetto a emozioni provenienti da un contatto con l'esteriorità. Dimostrazione di quest'ultimo sta pure nei suoni, anch'essi elaborati con un approccio decisamente più organico e “concreto”, e nel meraviglioso artwork firmato da Alio Die in persona.

Anche i titoli dei brani parlano di elementi evocativi ma appartenenti alla Terra, dal “Geyser” reso in forma di zampilli melodici e nebbia di droni, al “Magma” la cui colata è simulata attraverso un ritmo impercettibile, per arrivare alla più umana “Oil Lamp” che introduce pescando molto dal Mychael Danna più autunnale. Per quanto si tratti in ogni caso di immagini prive di un reale contatto con l'esterno, l'arte interiore di Aglaia sembra voler fare i conti con la bellezza e la profondità indagabile propria anche della Natura incontaminata, che si presenta indirettamente pure nell'inquieta e desertica “Aeolian Rocks” e nel respiro spontaneo della title track.

La stellare “Green Kite” sembra invece guardare più in la, oltre la dimensione del visibile e dell'osservabile, al pari della fluttuante “Half Moon”, della più concreta “Photosphere” e del finale a giravolte colorate di “Whirls Of Life”. Altrove, invece, prende forma un rientro fra le braccia del pensiero puro: l'atarassia avvolgente di “Blu”, “Hyperbole” e “Epicycle” inscena quasi uno stadio preliminare a quell'immersione nei meandri interiori mostrata in tutti i suoi processi in “Intangible Opacity”. Anche a contatto con l'esterno, l'arte di Aglaia riesce a distinguersi.

Matteo Meda / Onda Rock
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