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Amelia Cuni

Sings Dhrupad HSL 014

AMELIA CUNI Sings DHRUPAD
Morning Raga-s recorded live in Bombay
 
Tracks:
 
01 Alap Raga Shuddha Todi
02 Chautal Raga Shuddha Todi
03 Dhamar Raga Shuddha Todi
04 Alap Raga Nat-Bhairav
05 Chautal Raga Nat-Bhairav
Amelia Cuni : Vocals, Tampura
Ravishankar Upadhyay : Pakhawaj
Marianne Svasek : Tampura

Recorded Live at the Dadar Matunga Cultural Centre in Bombay 
on the 26th of January, 1995 by Rajiv Deshpande.
Mixed by Amelia Cuni and Stefano Musso on Pro-tools, December 1998.
The CD was reprint on the Navras Record, London in November 2000.


Sings Dhrupad

Un master del canto indiano tradizionale dhrupad in una eccezionaleperformance dal vivo registrata a Bombay.

La musica: Il tempio dell'essere

Il termine dhrupad, dalsanscrito dhruva ("fisso") e pada ("verso"), indica unacomposizione poetica organizzata su una struttura musicale definita. Uno degliaspetti fondamentali di questo genere risiede perciò nella struttura fissadella composizione, polo verso il quale converge l'esecuzione del råga (iltermine dhruva si ritrova non a caso anche in riferimento alla stella polare).Per mezzo del verso poetico la mente entra in una meditativa esplorazione delsuono e del contenuto. Spesso i testi sono vere e proprie visualizzazioni delladivinità (dhyåna sloka-s) che il cantante evoca ricercando il totaleassorbimento mistico. La raffinatezza delle tecniche vocali e i canoni dielaborazione e improvvisazione musicale costituiscono una possente architetturache sostiene il tempio dell'Essere. Così recita a tale proposito un testodhrupad del maestro Dilip Candra Vedi: "Nådabrahmå (il Suono qualemanifestazione del Creatore) è ciò che tutto pervade di Conoscenza; L'interouniverso è costituito di Suono, che ne è la misura. Dal Suono vengono lelettere dell'alfabeto, le parole e le frasi; Attraverso il linguaggio si sviluppa la conoscenza. Nella Città delSuono, la musica e la danza (Sa†g^t) sono il tempio, i microtoni (Íruti) sonole mura e l'intonazione ( Svara) è la porta. La consonanza delle note forma ilråga , che è l'effige divina nel tempio." Così spiega Vedi Nådarang.L'esecuzione del råga nel dhrupad è organizzata secondo una proporzionatastruttura che gli conferisce spessore e maestosità, forma affinata nel tempocon il contributo di generazioni di musicisti. Oltre ad essere preziosatestimonianza di un'epoca di riconosciuto splendore artistico, per moltimusicisti il dhrupad è inoltre uno strumento di pratica spirituale: in questaottica il canto viene considerato la più diretta ed efficace forma di preghierae di contemplazione. La presenza del pubblico è un fattore secondario,l'importante è ricercare il rapporto con il divino, essere nella dimensionespirituale e trarre beneficio dall'effetto armonizzante della musica. Ilpubblico condividerà questo atto sacro attraverso un rispettoso e attentoascolto. E' inoltre interessante notare che la musica viene considerata unlinguaggio universale in cui oggetto e soggetto tendono a fondersi nell'esperienza mistica, la quale dissolve differenze e contrasti superandodiscriminazioni sociali e religiose. In questa epoca di fanatico fondamentalismociò rappresenta un valido messaggio di tolleranza che ho potuto constatare inprima persona quale donna e straniera e, dunque, 'diversa'. Certo, oltre alladimensione spirituale, è assolutamente indispensabile nell'esecuzione del cantodhrupad anche un alto livello qualitativo della musica perchè l'ascoltatore nepossa essere attratto, e venga coinvolto con l'artista in una spiraleintossicante di suono e di ritmo. Al musicista viene richiesta modestia,sensibilità e un uso consono delle proprie abilità pazientemente coltivatecome una disciplina spirituale (sådhana), finalizzandole non al virtuosismo maall'espressione del bhåva (emozione, sentimento). In ciò si ritrovano leradici rituali del dhrupad che sembrano non avere più molta adesione nellostile di vita dell'India moderna. Lo stimolo è il sostegno dei templi e deinobili si sono estinti, mentre i ritmi stressanti dell'occidentalizzazionestanno stravolgendo la vita quotidiana e le tradizioni. Nonostante ciò ildhrupad continua a vivere con il contributo di alcuni dediti musicisti,ricercatori e appassionati di tutto il mondo. A loro dedico la mia musica.

Amelia Cuni

Il Dhrupad

Il dhrupad è un antico generevocale e strumentale dell'India del Nord fiorito tra il XV e il XVII secolo etramandato sino ai nostri giorni all'interno di alcune famiglie di musicisti.Ascoltare oggi un concerto di dhrupad è una rarità, tuttavia si tratta di ungenere tenuto in grande considerazione in quanto fondamento della musica coltaindostana. Il dhrupad infatti aderisce strettamente ai canoni estetici dellatradizione classica, mantenendo la purezza formale, dei råga per mezzo di unaesecuzione sobria e sistematica. I råga sono alla base del repertorio dhrupad esi possono definire come: tracce melodiche composte da una successione di notetale da evocare emozione nell'ascoltatore. Dalla radice sanscrita ranj (colore)il råga, secondo la definizione del trattatista Matanga (IX sec. d.C.), è" ciò che colora di emozione la mente". Una tale considerazione mettein rilievo la rispondenza emotiva di questa musica, tanto importante al puntoche nella tradizione ogni råga è normalmente associato ad uno o più statid'animo, detti rasa. Il rasa (in sanscrito "nettare" ) è ciò chel'artista e il suo pubblico condividono a livello emozionale. Esso può esseredi carattere contemplativo, devozionale, eroico o amoroso ed è legato allemanifestazioni della natura nello scorrere della giornata o delle stagioni. Visono ad esempio dei råga adatti per essere eseguiti a tarda notte per il lorocarattere meditativo, oppure råga che, per la vivacità melodica, sonoassociati alla primavera. Per esprimere nelle sue sfumature lo stato emozionaledel råga il solista articola l'esecuzione in un lungo arco di tempo organizzatoin più momenti. Queste fasi evidenziano un complessivo andamento dellanarrazione musicale la quale procede da un ritmo lento e solenne verso unapulsazione serrata con cui si chiude l'intera esecuzione. Dal punto di vistaformale, nel genere dhrupad il råga è strutturato in tre momenti principali:ålåp, pada e layakår^. La parola sanscrita ålåp significa discorso edindica una improvvisazione del solista sul tema melodico del råga, senzal'accompagnamento ritmico della percussione. Si tratta di una esplorazione delcarattere del råga in cui il solista può esprimere al meglio la sua fantasia ele proprie abilità tecniche. All'ålåp segue la composizione poetica (pada),unica parte fissa del råga, che rappresenta il nucleo dell'esecuzione. Iltermine dhrupad, infatti, prima che in riferimento al genere musicale, eraimpiegato per definire la composizione poetica articolata su un ritmo e unamelodia definiti e tramandati oralmente secondo la tradizione. I testi dellecomposizioni dhrupad sono costituiti da 2 o 4 versi essenzialmente dal contenutomistico e devozionale, tuttavia vi sono dhrupad che affrontano anche altri temicon riferimenti a sovrani, ad eroi, all'amore, alla celebrazione di alcune festestagionali, alla pratica e alla teoria musicale. Alla composizione dhrupadseguono le elaborazioni improvvisate melodiche e ritmiche (layakår^) conl'accompagnamento della percussione. Il tempo nella musica indiana è concepitocome un ciclo ritmico, detto tåla, dal numero di pulsazioni e di accentidefiniti che ne rendono identificabile il percorso. Nel dhrupad i tåla piùimpiegati sono: il cautål in 12 pulsazioni, il dhamår in 14 pulsazioni e il s¨ltålin 10 pulsazioni. Per eseguire il dhrupad sono impiegati normalmente tre oquattro musicisti: vi è il solista (cantante o strumentista), uno o duesuonatori di tånp¨rå (un liuto a manico lungo non tastato a quattro corde,che funge da bordone), un percussionista che suona il pakhåwaj (un tamburo condue pelli orientate verticalmente) e, a volte, un musicista che doppia le frasimelodiche del solista suonando la sårang^ (tradizionale cordofono ad arco) o lav^†å (cetra a struttura tubolare con due risuonatori di zucca). La sårang^ ela v^†å possono essere impiegati anche come strumenti solisti. Il cantodhrupad per i musicisti non è soltanto una forma d'arte, ma la sua praticacomprende in sè dei presupposti filosofici e una adesione ad una percezionemistica del fare musica. Si ritiene, infatti, che il canto dhrupad affondi lesue radici in antichissime forme rituali e meditative quali la recitazione deiVeda e lo Yoga del Suono o Nåda Yoga. Tuttavia sotto il profilo formale leorigini del canto dhrupad sono connesse ad un genere vocale in sanscrito, ilprabandha, in voga tra il XII e il XIV secolo. Le prime composizioni dhrupad,comparse all'inizio del XV secolo, adottano la struttura musicale del prabandhaintegrandola con elementi melodici propri della musica popolare. I testi, non piùin sanscrito come nel prabandha ma nella vernacolare brajbhåßå, sonocaratterizzati dalla raffinatezza del linguaggio poetico, dall'intensitàespressiva e dal contenuto esclusivamente mistico. Il dhrupad alle origini simanifesta pertanto come forma di canto devozionale, mezzo di celebrazione diculto e parte integrante nel rituale dei templi visnuiti del Vraj, una regione asud di Delhi. Ben presto questo nuovo genere, che fondeva con successo l'ereditàclassica alle espressioni artistiche regionali, si affermò anche fuoridell'ambito dei templi induisti. Probabilmente per effetto dell'attività deimonaci itineranti, il repertorio dei canti dhrupad fu apprezzato anche nellecorti sia induiste sia mussulmane dove il genere fiorì con il partocinio deisovrani, assumendo un carattere autonomo rispetto alla forma prettamentedevozionale delle origini. Si distinguono da allora due forme di dhrupad: l'havel^ dhrupad, preservata ancora oggi nel rituale di alcuni templi dellecongregazioni visnuite; e il darbår^ dhrupad, ovvero il dhrupad di corte chetutt'ora rappresenta la musica classica per eccellenza, di particolare prestigioe raffinatezza. Infatti, pur mantenendo il carattere sobrio e cerimoniale di uncanto che mirava all'elevazione e al nutrimento dello spirito, i cantanti eautori di dhrupad trovarono nell'atmosfera fertile e cosmopolita delle cortimedioevali gli stimoli necessari per elaborare ed espandere questa formamusicale. Intorno alla fine del 1700, contemporaneamente alla decadenza dellavita di corte, iniziò il declino del dhrupad dal quale emerse un nuovo generedi musica colta, il khyål, ancora di largo seguito nell'India del Nord.Attualmente il dhrupad rappresenta un' importante testimonianza di una anticapratica vocale e strumentale trasmessa oralmente all'interno di famiglie d'artedette gharånå. Nonostante si tratti di una musica ormai poco diffusa, siosserva negli ultimi decenni un moderato revival, a cui hanno contribuito anchel'interesse e l'attivo coinvolgimento di ricercatori occidentali. Ciò ha ilmerito di stimolare una riflessione all'interno della realtà musicale indiana econsente inoltre la divulgazione del dhrupad su scala internazionale.

Francesca Cassio

Francesca Cassio è ricercatricedi etnomusicologia e cantautrice. Ha pubblicato di recente un libro sul cantodhrupad nel Dagar Gharånå. Vive a Roma.

 

Amelia Cuni si èdedicata allo studio della musica classica dell'India del Nord dalla fine deglianni settanta, seguendo il tradizionale sistema di apprendimento di trasmissioneorale. Ha vissuto in India per più di dieci anni e studiato il canto dhrupadcon Ustad Rahim Fahimuddin Dagar, uno dei più apprezzati maestri del Dagar gharånå,successivamente con il geniale maestro e compositore Pandit Dilip Chandra Vedi econ il noto esponente del Darbhangå gharånå Pandit Bidur Mallik. Ha inoltreappreso la danza kathak con Smt. Manjushri Chatterji e il tamburo pakhåwaj conRaja Chattrapati Singh. Amelia Cuni ha sviluppato uno stile personale che inmodo equilibrato accosta la cura nell'espressione vocale propria dello stileDagar alla vivacità nell'improvvisazione ritmica caratteristica del Darbhangågharånå. La sua voce è duttile e melodiosa nella esecuzione dell'ålåpquanto potente nelle layakår^ dal forte impatto ritmico. Amelia Cuni occupa unaposizione singolare nel panorama del dhrupad quale unica donna occidentalecimentatasi professionalmente in un'arte per secoli rimasta appannaggio di soliuomini appartenenti a tradizionali famiglie di musicisti. E' impegnata non solonella preservazione e diffusione del canto dhrupad, ma anche in progetti digenere sperimentale e di confine. Collabora con compositori e musicisti didiversa estrazione al fine di confrontare il dhrupad con contesti nonnecessariamente indiani. Pur rimanendo cantante di dhrupad, trova il coraggio diabbandonare strade battute, attraversare le frontiere e cercare nuove esignificative dimensioni per la propria musica. Vive oggi a Berlino, insegna esi esibisce in India e in vari paesi europei.

Ravishankar Upadhyay appartiene alla settima generazione della rinomatafamiglia di suonatori di pakhåwaj del Bihar fondata da Pandit Basudeo Upadhyay.Ravishankar ha iniziato lo studio del pakhåwaj all'età di otto anni sotto laguida del padre Ramji Upadhyay, percussionista di fama internazionale. Haraggiunto la qualifica di artista di grado "A" per la radio nazionaleindiana (All India Radio) e attualmente è docente presso la Prayag Sa†g^tSamiti di Allahabad. Si esibisce sia come accompagnatore di noti artisti siacome solista tenendo concerti in tutto il territorio indiano. E' particolarmenteapprezzato per il suo abile e sensibile sangat (accompagnamento) e per laprofonda conoscenza del repertorio dhrupad.

Marianne Svasek ha studiato sårang^ (strumento ad arco) con Pt. RamNarayan e il canto dhrupad con Ustad Zia Fariduddin Dagar. Si è inoltrediplomata al conservatorio di Rotterdam (World Music Department) in entrambi lematerie.

N.B: (per una corretta visione del testo copiare e sostituire con con ilcarattere "Hindustan")

Other CDs available from this artist:
Amelia Cuni - Sings Dhrupad (CD, Album)
Amelia Cuni* - Solo For Voice 58 : SONG BOOKS – 18 microtonal ragas (1970) (CD, Album)

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